Molti anni fa viveva a Catanzaro una giovane ragazza, Mariuzza, la quale visse sempre in miseria, fin da bambina. Era una ragazza molto bella, quasi per vendicarsi della povertà che la perseguitava fin da piccola. A differenza di Cenerentola, però, non incontrò il principe azzurro, ma un giovane contadino che amava e stimava moltissimo, Morzeddu.
Avevano affittato una casa nel Rione Pistoia, quartiere molto povero e malfamato. L’abitazione si trovava al pianoterra di un palazzo malconcio e vi era un’unica stanza che comprendeva “stanza da letto” con un letto matrimoniale accanto alla finestra; “bagno”, con condizioni igieniche decisamente malsane, che comprendeva un lavandino e un water; e infine un quadro della madonna appeso sopra il loro letto.
Vivevano in 4 in questa stanza, i due sposi e i due figli e crescevano mangiando grazie al misero stipendio di Morzeddu, contadino che lavorava sotto ordini di signori più ricchi.
Un giorno, Morzeddu uscì per cercare un nuovo lavoro che potesse sfamare abbondantemente i figli e la moglie, i quali stavano per ammalarsi a causa della mal nutrizione. Ma il risultato fu decisamente negativo: Morzeddu, scambiato per comunista, venne ucciso con 7 colpi di fucile dalle guardie fasciste.
Da quel giorno Mariuzza e i due piccoli dovettero vivere con le erbe che crescevano intorno alla loro casa e con i resti dei ricchi che gli venivano portati da servi benevoli e dalle preghiere che risuonavano notte e giorno nella casa degli sventurati, tanto che dopo qualche giorno, anche il più piccolo, Totò, di 5 anni, imparò le preghiere ed iniziò a recitarle insieme ai familiari.
Intanto sulle mura della casa apparivano figure mostruose, teste di diavolo , volti di orchi ecc… Mancava poco al Natale e Mariuzza, come le altre donne del quartiere,a ripulire il cortile dove venivano macellati gli animali da carne per la nobiltà Catanzarese. Portate via le bestie scuoiate e sezionate, rimanevano ammucchiate in un angolo le pelli, che venivano recapitati alla conceria e alle donne toccava ripulire lo spiazzo colorato di sangue e in una grande cesta raccoglieva le frattaglie scartate: le budella, l’intestino, fino al retto. Solitamente le portava fino alla Fiumarella per poi scaricarle lì, ma quella volta cambiò percorso: arrivò fino a casa sua e si domandò il perché i ricchi dovessero avere cibi abbondanti e i poveri invece solo i resti. Allora decise di farne dei resti una cena ricca di Natale per i figli, senza però svelare cosa fosse.
Mariuzza, giunta lì per andare a prendere le frattaglie, incontrò la Madonna con il bambinello Gesù morto di freddo al quale cedette il suo mantello. Maria glielo affidò sicura che, con una delle tante ninna nanna calabresi, sarebbe riuscita ad addormentare il bimbo. Allora Mariuzza iniziò a cantare: “ Bambinuzzu, bambineddhu, chi nescisti accussì beddhu, ad a mia non dira no, fai la ninna, ninna oh”.
Intanto li giunsero un bue ed un asinello e tutta la gente del posto, tra cui anche degli angeli. Tra questi angeli vi era un angelo cuoco, che vedendo le frattaglie si accorse che gli mancava qualcosa e così gli aggiunse origano, pomodoro e peperoncino.
Dopo poco Mariuzza si svegliò dal lungo sonno credendo di aver sognato e trovò tutti i doni che i pastori avevano portato a Maria: focaccia, frattaglie, vino ecc..
Inoltre si ritrovò addosso anche lo scialle che aveva prestato al bambinello.
Fecero così un pasto Natalizio eccellente, e da quel giorno in poi ebbero sempre doni così da non soffrire più la fame.
Il misto di frattaglie venne chiamato Morzello, in onore del marito di Mariuzza.
Mito il morzello e mito chi ha scritto il mito del morzello!
RispondiEliminaahahahahahah grazieeeee :)
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